domenica 9 ottobre 2011

Trauma n.13: IL PESCE

E'quello che mi ripeto ogni giorno:
"se la gente ha problemi non è un mio problema".
Insomma, non posso essere il verme appeso all'amo e lasciarmi affogare per entrare nella bocca di qualcuno. Se vuoi il pesce più grosso devi comunque prima pasturare e poi pescare. Questo lo impari in ogni laghetto di trote della zona e non tramite le riflessioni sul Karma. La vita è come una grossa mollica di pane nell'acqua: attira decine di pescetti che riescono solo a cibarsi di poco e poi qualche raro pescione che ne fa un gran boccone di tutto, compreso te.
Noterete col tempo che siamo un po'animali e un po'cibo: in ogni caso dobbiamo mangiare ogni tanto; per cui non siamo solo vittime.
Poi se la gente non ha fame o mangia poco per la dieta non è un mio problema; io comunque continuo a pasturare: prima o poi un pesce affamato lo si trova anche in acque salate.
Io d'altra parte ho sempre odiato il pesce: preferisco le cozze.
I molluschi almeno non hanno spine e sono più facili da digerire; per questo i pesci che catturo con me sono sempre liberi di scegliere: o si fanno mangiare come ostriche (l'odore d'altronde è quello) oppure possono continuare a nuotare al largo del mio mare.
A proposito un mio amico mi raccontò che nelle spiagge colombiane sono zeppe di venditori ambulanti di ostriche. Appena vedono un turista subito lo accerchiano appoggiandoli la specialità marittima sulla bocca.
Anche al mio amico toccò lo stesso accerchiamento, ma da furbo rifiutò ogni ostrica offerta. Ma i venditori insistevano: prendevano i molluschi e glieli infilavano nelle tasche, nello zaino, sulle mani.
"Mangia, mangia" dicevano i pescatori.
"No grazie" rispondeva ogniqualvolta il mio amico.
"Coraggio amico, continuavano, l'ostrica ti fa venire il cazzo duro; duro amico!"
"No grazie" ribatteva lui.
Così, nonostante quelle proprietà curative, il mio amico non accettò nessuna buonissima ostrica, finché approdò sulla costa un altro turista.
Immediatamente allora i venditori lasciarono il mio amico e si gettarono su questo nuovo pesce fuori d'acqua. D'altronde l'oceano è pieno di animali.
"Avanti amico, magia ostrica ti fa cazzo duro!" disse il primo ambulante che lo raggiunse.
L'uomo rimase un po' perplesso, forse non aveva fame.
"Coraggio, è buona" continuò a invogliarlo il pescatore.
E così avvenne.
Sentendosi l'ostrica sulla bocca l'uomo la mangiò come se fosse la mela del peccato.
Beneficiando forse degli effetti della pillola blu, il turista ne accettò un'altra e un'altra ancora e più mangiava e più venditori accorrevano su di lui come un branco di lupi affamati.
Fatto sta che terminate le ostriche i venditori chiesero i soldi e di lui rimasero solo le mutande e un pene ritto.
Forse per questo non amo il pesce ma le ostriche le adoro.
Insomma di pescatori il mondo è pieno, di assassini un po'meno.
Alla fine me lo ripeto ogni giorno:
"se la gente ha problemi non è un mio problema".
E gettare grandi reti per catturare più cibo è un gesto alquanto inutile: il mare è pieno di scarponi dimenticati. Questo lo impari in qualsiasi laghetto di trote della zona e non facendo riflessioni sul Karma. Meglio una pesca sensata, ragionata, valutata. I pesci hanno misure, grandezze, proporzioni differenti così come le specie sono tra le più svariate: per questo amo i molluschi, sembrano tutti così uguali ma l'odore è simile al pesce oltre ad avere proprietà libidinose.
Se poi la gente non sa distinguere il pesce fresco da quello mal odorante non è un mio problema. Io scelgo sempre quello che sapete.
Ed è così che vi consiglio di rifiutare il pesce offerto perché tutto ha un prezzo, così come i molluschi.
Per il resto pescare al laghetto elimina ogni problema, compresi i vostri sui vari pesci da catturare.
Io come ormai sapete vado a ostriche, almeno godo dei loro effetti e non dei loro difetti.

Simon Trumpet

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