sabato 22 ottobre 2011

ANDROIDE



Ed è così che vorrei essere,
androide senza organi vitali
che sappiano trasmettermi
microsensazioni elettromagnetiche
in pulsioni cardiache. Simbolismo
del più simbolico simbolo onirico.
Puro senza ambiguità e mezze verità.
Senza sangue che possa sporcarmi,
che possa trasportarmi su fiumi e fiumi
di conoscenze aliene così mature.
Vitale solo di batterie al litio cariche
all’infinito e funzionanti anche con
black-out tra iterazioni così caotiche.
Con un Dio chiamato Microchip e
una Vergine chiamata Elettronica.
Vorrei essere si, pieno di cavi, rame,
plastica, centraline,e nessun altro sistema
in grado d’alimentarmi connessioni
alquanto imperfette e disfunzionali.
Vorrei essere una specie così
capace in ogni cosa materiale,
in grado di manovrare ogni razionalità
e perfino convinta di credere d’esistere.

Simon Trumpet

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