Fatina mezz’ala sobbalza nella sua gabbia.
La ruggine del metallo le avvelena l’unico
polmone ancora funzionante. Fischia riti
soffocati dalle pareti che la rinchiudono.
La sua bacchetta magica appare come uno
zampillo vuoto in una fontana abbandonata.
Le sue preghiere invocano tutti i santi e le dee
ma i tarocchi le hanno previsto pioggia, per sempre.
Sta allora così, chiusa e impassibile
alle cause di un male ormai non più male.
La cancrena le ha formato bolle nere fra le mani immobili.
I piedi sono intagliati dalle schegge del ferro
ed ad ogni passo nuovo sangue le sgorga come
ultimo segno di vita. Ogni tanto smuove quello stelo
alchemico tinto di polverina bianca; a volte la
sniffa: per la carica, dice.
Una porta poi si apre sempre quando meno se l’aspetta
ma da quella fessura non emerge mai nessuna luce.
Un uomo o donna, forse eunuco? chissà, le porta del cibo
e l’alimenta con un flebo denso di rifiuti gastrici e vitamine
piantato nel suo cervelletto fino ad esausto riempimento.
L’overdose di nutrimento cosciente le
è servito fresco e in confezioni ospedaliere.
La fatina attinge, attinge consapevole dell’unica
fonte di salvezza. Ancora, ancora, piange da occhi
fin troppo scarni di volume per avere colto l’ombra
che ha di fronte. La figura le riversa così tutto il contenuto
nelle membrane grigie pisciandole fra la testa rasata e
le pustole cancerogene del suo immenso sapere.
Ancora e ancora e la fatina sbocca memorie furenti.
Prosciugata del suo interno, moribonda del suo
anestetico, l’ombra evade lasciandole un'ala morta
nella gabbia, come ad ogni visita.
Per il tuo completamento, le dice.
Fradicia, puzzolente e sporca la fata agita lo stelo
floscio e incita alcuni versi a Satana ma nessun fuoco
la risveglia.
Altre ali stanno lì, tra vomiti infiniti e la merda.
Ennesimi rifiuti che crescono ad ogni stagione.
È fin troppo presto per la comprensione.
È fin troppo presto per volare e questo la fatina lo sa.
Per questo rimane così, incompleta, a metà senz’ala
in attesa d’imparare a farne almeno, anche di se stessa.
Simon Trumpet
venerdì 21 ottobre 2011
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