Le mie giornate non sono molto entusiasmanti ultimamente qui in bibioteca, un po’senza note d’interesse, tranne per il fatto che mando ogni giorno al rogo decine e decine di libri usurati.
Per ore e ore lo stesso movimento ripetuto e ripetuto.
Inforco e brutto. Mi stanno spuntando ormai le corna con questi gesti demoniaci, da Anticriso letterario. Da un Cassola a un Hemingway, passando per una Morante fino a Dickens. Tutti al rogo. Se mi vedesse Dante creerebbe un girone degl abissi solo per me, il rogatore.
E'facile l'atto manuale del rogatore : prendo un libro, scrivo su un foglio excel il nome dell'autore, il titolo del testo, la casa editrice, il codice e la motivazione che di solito è arbitraria.
Per Rigoni Stern è per esempio opto per "Imbiancato". Per Pratolini "Popolare". Per Cavalcanti "Novo". Per la Austen "Persuasivo". Per Leopardi "Infinito" e così via. Nessuno si salva.
Compreso me.
Poi entro in un programma sul computer, modifico alcune caselle, metto libro scartato obsoleto e via dentro lo scatolone pronto per la cenere.
Così ripeto e ripeto, libro dopo libro.
Come sono ripetitivo, cosa anch’essa ripetuta.
Niente d’originale se non fosse che Dante mi odia ora e la chiesa mi adora, anche se ho le sembianze dell'Anticristo.
Poi arriva quest'altro libro. "Che tu sia per me il coltello" si chiama. "Che tu sia per me carta straccia" gli rispondo. Ma lui mi guarda con quella copertina seppia. Che vuoi?
Aprimi mi sussurra.
Leggo allora per pietà la prima pagina, e trovo questa lettera scritta da Yair verso la donna amata Myriam.
Oh, Myriam quanti dolci ricordi.
Myriam era una ragazza bellissima che avevo conosciuto al mare. Avevo tredici anni, ingenuo come ora.
Come sono ripetitivo anche nella mia vita.
Conobbi prima il fratello tra una partita di ping-pong e l’altra, a quell’età era un gran svago. Lui era tedesco ma con qualche slang inglese riuscivamo a comunicare tant’è che mi invitò nella sua tenda. Dentro c’era questo suo enorme padre biondo con i baffi alla baffo Moretti tutto muscoli e salsicce. Poi questa madre bionda e abbondante in ogni dove. E lei, Myriam, anch’essa bionda.
Come sono ripetitivi anche i tedeschi, però.
Insomma tra un wurstel e l’altro la serata passa con gli occhi azzurri della bellissima Myriam puntanti come uno squalo su di me. Io faccio finta di nulla, sono ingenuo, che vorrà? Penso.
Intanto il padre mi fa domande di ogni genere e io a volte non capisco e rispondo: I don’t know. E lui allora prende un dizionario qualsiasi, non so, so solo che Myriam continua a mangiarmi come pancetta affumicata. Poi l’uomo se ne esce con un: Non l’osso!
E io, non l’osso? What?
Non l’osso! Non l’osso! Continua a ripetermi l’uomo.
Non capisco.
Non l’osso? Che vuol dire? Cosa centrano gli ossi?
Poi gli occhi di Myriam mi illuminano.
Non l'osso = I don’t Know
Non lo so! Ripeto all’uomo.
Non-lo-so! Urla il signore.
E tutti scoppiamo in una grassa tedesca risata.
Ma quello fu solo l’inizio perché Myriam non demordeva, voleva me.
Nei giorni successivi io continuai a trovarmi col fratello (di cui non ricordo il nome) ad allenarmi col ping-pong: sport nazionale nel mese d’agosto anche in Germania. Tra una battuta e l’altra lui me lo dice chiaramente, con difficoltà me lo fa capire, mi dice: tu piaci a Myriam! E io non capisco.
Piacere? Che vuol dire piacere? Rispondo al tedesco.
Che ingenuo e ripetitivo che sono.
Tu piaci a Myriam! Ancora insiste.
Io scrollo le spalle. Non capisco, o forse si, non lo so; ho solo tredici anni e lei è stupenda.
Dico: va bene, giochiamo?
E così continuammo a giocare.
Myriam, con i suoi occhi ghiaccio, i suoi capelli color spiaggia, con il suo corpo divino da quel giorno non l’ho più incontrata ne avuta.
Io proseguii col ping-pong e quell’estate contro i tedeschi non persi mai, nemmeno la mia ingenuità.
Simon Trumpet
giovedì 29 settembre 2011
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