Freddo come il ghiaccio,
buchi che non danno spazio,
attese attese e attese
un addio fresco e confezionato.
Non ho, non ho, ancora e ancora,
potrebbe essere l’ora,
come vigneti spremuti da piedi
schiaccio oggetti della memoria.
Aria in maschera e sorrisi in bombola,
c’era una volta una donna,
un ragazzo, quel ragazzo
mentre altro si semina sul campo arato.
Così come sei, eri, saresti
stampata su lettere e parole
mai sentite, mai lette
poste su carta gialla e sbiadita.
Distanze, vicinanze, vacanze
nel non dove, nel luogo dell’odio
e delle lacrime, nel luogo delle
cose dimenticate e consumate.
Non dirlo, silenzi di etere
per animarti, per limitarti,
per non sostare nella lontananza
di questa notte senza speranza.
Simon Trumpet
mercoledì 28 settembre 2011
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