Nulla odo e
a sentir voci non muovo.
Incapace di
condividere piccoli
attimi emozionali
un'estasi m'assale.
Son forse piccoli i
miei gesti, sono forse
cattivi i miei ridicoli
appigli.
Siamo differenti
tu provi, io penso,
ed è così che m'affaccio,
ma non faccio altro
che averti a fianco.
Oscilla, favilla
la nostra vita, che sei
se un altro attimo
che mi sfiora, che mi
logora, che ingoia
ogni mia paranoia.
Sono anni che non mi ami,
sono animi che non paghi.
Solo brevi versi fan sorrisi,
son momenti nocivi che
mi scaricano in frasi ostili
che fan di me essere senza
rese, senza pretese, senza
sensazioni d' intese. Non
potrebbe mai il vento
sollevarmi da questo disastro,
non sono altro che un essere
fatto. Stringo noie consumate,
poi mi immergo nelle consuete
mai usate maniere maturate.
Sistemi che spariscono,
oggetti che sovrastano ogni
contrasto, cara, getta miglia e
migliaia di fogli lucidi: questa
è un'amara cena da pellagra.
Solo uno schizzo d'alba al
tramonto, questo in cuor è
quel che mi conta.
Solo gli spasimi gli ornami
mancanti.
Sono a pezzi gli affetti provati.
Ora è tempo d'andar vanti,
or è tempo di finir vaganti
come semi nel deserto
che mai di goccia furono appagati.
Simon Trumpet
martedì 12 gennaio 2010
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