venerdì 22 gennaio 2010

DON,DON,DON...

Don,don,don....

suonano le campane: è il richiamo
di un funebre messaggio, non è
un giorno di festa, ne mezzodì.

A tavola risiedono Anna, Maria
e Silvia, ancora non sanno che
quello che fu ora non c'è più.

Don,don,don....

rintocchi d'inquietudine spingono
nell'aria. L'ultimo pane spezzano,
l'ultimo suo pensiero era per loro.

Si affaccia il fringuello, nutre fame
per quel che non ha, non morirà,
non avrà pensieri per quel che sarà.

Don,don,don....

ti rivedono in quello che eri, ti
salutano dai vetri neri, ti coprono di fiori,
tu senti dormi, mi pregano in ogni.

Oggi Dio mi stringe la mano,
ancora suonano le campane,
ancora non sanno chi è morto invano.

Don,don,don....

l'uccello fischietta accanto alla chiesetta,
tutti entrano a formar una setta,
l'ultimo sereno nella loro umile casetta.

Vedo cader nuvole, lacrime e meduse,
gocce di vita inebriano la via,
per un attimo credo che tu sia mia.

Don,don,don....

Canti e menzogne, uccello vola via,
corri da Maria, dille che non dimentichi
il primo giorno in cui matura l'oliva,

di come il vino inebri la fantasia,
di come tutto lasci spazio alla noia
e alla poesia, di come tu eri mia.

Don,don,don....

rinfrescami la memoria, rendimi una
goccia della tua storia, un uomo da
ricordare, un frutto da mangiare.

Raccogli le briciole dalla tavola,
qualcuno recupera le mie ceneri
da terra, ancora spero in un saluto,

in un grido d'aiuto, in te che mi vuoi
baciare, prima che il suono delle
campane spezzi la mia anima
in molecole di pane...

Don,don,don....

Simon Trumpet

Nessun commento:

Posta un commento