Se potessi, vorrei
essere quell'ultimo
soffio da cui esce
la parola amore.
Come l'intimità
di un bicchiere
di vetro pronto
a frangersi al
primo contatto
forte col mondo.
Una realtà che
non sento mia,
persa a confronto
col destino di
dover dimenticare
una vita lontana
per cercarne una
vicina solo per
un'acuta apparenza.
Una finta
similarità,
un falso sapone
col sapore di casa;
in un luogo sentito
non mio con il tempo
che scardina noia
al gusto di memoria.
Rimorsi posti come i
morsi su una pelle
morbida alla bocca
ma dura al
sentimento
di un uomo stanco
alle storie del
passato
sul fondo toccato
per
rinascere di giorno
in giorno in attesa
di un'anima nera
che faccia sentire
il suo triste
abbaglio
ad una stagione che
non sa piovere
meglio.
Dormo, e tutti sanno
che la sveglia resta
alla veglia di quel
mondo dove regna
quella bestia il cui
morso per sempre
nel cuore ti segna.
La necessità di
aprirsi,
è un serbatoio
oramai
vuoto, vuoto come le
riservatezze di una
terra
ricca di buone
primizie.
Simon Trumpet
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