Quando nel bosco piove a dirotto,
c'è un posto dove puoi star nascosto:
nella grotta dell'orso, laggiù
sul grande torrente roccioso
dove scrosciano gocce
sui sassi del suo impetuoso letto.
Nessuna fiamma qui ti può
riscaldar, se non quell'arder
secco della paura e dell'angosciata
andatura.
Ad ogni ombra mossa dal vento,
pensi che sia la morte prematura,
di quelle che coglie solo la natura,
tua madre, o una bestia in calura.
Ma qui ci sono solo pipistrelli,
insetti,
anfibi retti e strani esseri reietti
che l'orso non mangia per sensata
cultura.
Di passo in passo, il buio mischia
l'impasto
di ambite nullità e capricciose
curiosità
con la bravura di un cuoco dall'età
matura
che condisce fantasie sulle continue
ansie della vita.
Chissà se l'orso sarà sazio, ti
chiedi di masso
in masso, come se quell'umido che bagna
la grotta non sia acqua, ma umano
grasso.
Ormai è troppo tardi e giunto verso il
fondo
averti il rumore di un teschio che
rotola tondo.
Lo sguardo penetra nell'oscura densità
buia
per scorgere l'enorme animale danzare
quasi fosse carnevale.
Che cosa strana, appare una festa a cui
sei invitato a partecipare
ma quelle ossa ti fan desistere
dall'inoltrarti a parlare.
Ti volti per scappare, ma ecco che
bruno ti fiuta
nell'aria, quasi fossi un'ape venuta a
vendere miele.
Oh mio Dio, urli da stupido bambino,
ma l'orso è ormai vicino e allunga la
zampa per graffiarti un pochino.
«Non
scappare giovane umano,
non ti riduco come mollica nel pane;
le persone muoiono e piangono
anche se hanno fuoco per bruciare e
laghi dove pescare.
Guarda me in questa grotta senza chiaro
di luna
so vivere da solo con la fortuna
dell'angelo natura.
Se solo sapessi come mi amano i pesci,
che in bocca mia si tuffano per soffrir
contenti,
non staresti lì a batter i denti.
Molte mani hanno cercato di prendermi
per abbellire le loro strane menti,
ma ho fiducia in te che entri nella mia
tana per non bagnarti le lenti.
Siediti qua con me, io non temo le
estranee genti
ma non pormi alcuna domanda:
non avrei risposte per quel mondo che
ti manda.
Ora chiudi gli occhi e lasciati andare
ad ascoltare come l'animale nel sogno è
umano
anch'egli con hobby e interessi, perché
tu possa
un giorno raccontare di essere stato
a dormire nel letto di un amico e non
nella gabbia di un nemico.»
Simon Trumpet
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