Sotto la quercia distesa nel grande prato,
dove il sole scalda sempre solo e distratto,
l'eco rimbomba il mio grido d'aiuto:
io ti voglio più di quanto voglio me
e nessun altro può conoscere altra libertà.
Per questo in sogno seguo la stessa storia
ogniqualvolta ho un buco fra la mia memoria,
ma la paura ha il gusto di una ghianda non ancora sbucciata;
se ci fosse altro tra cui scegliere avrei già scelto;
l'albero è così forte, non puoi cambiare il suo aspetto.
Questa non è una zona dove la natura splende
come nell'Antartide o nelle remote lande;
qui un verme mangia la farfalla e un coyote il leone
per questo la quercia sta sola e produce frutti
di ambo i sessi, per essere sicura di non morir con essi.
Le persone piangono e si disperano
quando vedono il loro seme sprecato
e io non sono indifferente al liquido versato
tra bocche chiuse e terre asciutte;
ma questa è la vita: uno spreco di lacrime in cose brutte.
Simon Trumpet
venerdì 17 febbraio 2012
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