E torneremo tutti in quel stupido circolo,
ne abbiamo sempre fatto parte;
è solo questione di tempo;
è solo questione di sentirmelo dentro.
Dicono che ci sono numeri fortunati
ma ricordo sempre quelli segnati di nero;
se solo ci fosse un nuovo motivo
tirerei i dadi ogni giorno della mia vita.
Forse potremmo anche assomigliarci,
solo che tu mi appari spesso in sogno
quando i miei angeli finisco il cibo
e accorrono a strapparne di nuovo al mondo.
Ho mostrato il sangue al tuo cuore
ma ha detto che non voleva più pompare;
non voleva più provare a negarmi
la gioia di non essere riuscito a lasciarti stare.
Le finestre si chiudono quando piove,
lo sapevi che non era neve quella che
scorreva lungo le pareti della nostra vita.
E così lontano quell’ultimo giorno,
l’abbiamo atteso come se fosse un figlio
inatteso, di quelli che abbandoni per strada
perché si ha paura di aver cura di chi si ama.
Dicevi tutte quelle belle parole
io le ho scritte per mai e mai dimenticarle,
ma che importa, anche la carta brucia
e diventa cenere di quel che era amore.
Volevo solo mostrarti di essere la tua cura
senza ago, ne puntura; volevo alleviare quel dolore
che adesso avvelena ogni mio sacro pensiero
che hai consumato leccando ogni goccia del siero.
Troverai in fondo al viaggio una strada chiusa
perché nulla si costruisce all’infinito;
guarderai così indietro a quanto hai lasciato
ma ti apparirà sempre troppo lontano per riabbracciarlo.
Le finestre si chiudono quando piove,
lo sapevi che non era neve quella che
scorreva lungo le pareti della nostra vita.
Simon Trumpet
sabato 20 agosto 2011
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