mercoledì 2 giugno 2010

VIOLA

Viola passeggia, passeggia sola,
come una rosa semina petali
fra le costellazioni e i pianeti.
L'universo è la sua casa,
il luogo dove si identifica di essere nata.
Come una nuvola che copre il sole
lei piega, e riduce le ore.

San Lorenzo è il giorno che ella attende,
l'unica sera in cui nulla pretende.
Contenta riderà con i fiori dei suoi dolori,
di ogni sensazione che le diranno i colori,
gli amori,
lo stare nel nuovo orizzonte celeste di nove,
in cui ella rinnova il suo essere simile alle viole.

In questa notte la luce del sole la ingoia.
Essa scalda la sua eterna gioia
e scioglie ogni sua noia,
mentre il suo stato di agonia
scivola, scivola via
come una cometa con la sua scia.

Il cosmo è un suo riflesso,
l'anima ne diviene uno specchio
in cui adagiare ogni urlo emesso.

I fasci degli astri danzano,
le forme simulano sesso,
la nuova nova è qui,
ora,
fra le costellazioni e plutone,
verso il pianeta remoto
denso di implume dorato,
Pleide del mio mare illuminato.

Estenditi fra mondi paralleli.
La flora echeggia l'aurora.
L'ape sorvola nell'ultima ora.
I pensieri si alzano su piccole ali.
La volta celeste ti rende mora,
solo il tempo cancella la memoria.

Cresci nella primavera di questa esile luna,
non aspettare che il sole si schiuda.
All'alba tutto scompare e ritorna normale,
come lo stelo di una viola nuda
il tuo corpo si nasconde per premura.
Nell'inverno soffia la frescura,
al freddo il tuo sguardo non è sereno,
il vento ne rovescia la fortuna,
il tuo seme attecchisce la natura.

È già Maggio inoltrato,
quanto tempo hai aspettato?
Il cielo è ormai calato,
il ricordo scava ogni strato.
Il passato libera il fiato,
le foglie cadono lungo il prato.
Forse hai già dimenticato,
è la primula colei che avevi a lato.
Lo spazio è infinito,
il suo viso un petalo staccato.
Il chicco è stato aratro,
il viale alberato rimane un triste baràtro.
Il polline è oramai penetrato,
anche l'universo si è addormentato
e sogna quel che hai rimembrato:
l'essere stato quello che ti ha creato.

La notte è finita,
lei ritorna ad essere stella primitiva,
così lontana e infinita,
come la distanza del pianeta
da quella che ora splende la su,
eterna viola cometa.

Simon Trumpet

1 commento:

  1. per me che amo le stelle...Viola mi piace!!!
    A tratti imbarazza la mia timidità, arrossisce.

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