Maggio,
col campo ingiallito,
è così, che l'ho sempre
immaginato.
Giugno,
il prato è seccato,
è così, il mio sguardo
diurno.
Luglio,
il grano è sbucato,
è questo, quello che ho
sognato.
Agosto,
il sole è bruciato,
questo calore, mi ha
soffocato.
Settembre,
la vigna inebria la mente,
è questo, quello che mostro
lievemente.
Ottobre,
la pioggia cade pesantemente,
è questo, il senso che voglio dirvi,
costantemente.
Novembre,
la neve scende lentamente,
scava la buca, la povera
lepre.
Dicembre,
il freddo blocca la gente,
è questo, quello che ella,
ebbe.
Gennaio,
il campo è ancora innevato,
è così chiuso, quello che ho
provato.
Febbraio,
il tempo non è ancora gaio,
io mi stampo libro, dal
libraio.
Marzo,
i mille volti dell'essere pazzo,
io mi rovino, in un
fascio.
Aprile,
qui non oso dire,
il mese che più mi vide,
piangere e sorridere.
Di nuovo Maggio,
quanto tempo è
passato?
Simon Trumpet
lunedì 14 giugno 2010
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