venerdì 1 luglio 2011

DUE

DUE è la più piccola isola del mondo. Il nome DUE è stato coniato dal primo uomo e dalla prima donna che hanno messo piede in questa terra galleggiante: QUARTO E QUINTA.
QUARTO è nato sull’isola TRE, molti e molti anni fa.
TRE è un’isola poco più grande di DUE e all’epoca della sua nascita, lo spazio sembrava sufficiente
per lui e tutta la sua famiglia. Ma col tempo la convivenza con i suoi familiari divenne insopportabile a causa del crescere di QUARTO e di suo fratello maggiore TERZO, perché l’ambiente andò via via restringendosi. I continui litigi sulla suddivisione dell’area fra i due ragazzi si fecero sempre più frequenti, tant’è, che raggiunta la maggiore età, i genitori PRIMO e PRIMA, decisero che egli dovesse abbandonare il lido perché nato come secondo.
E fu così che QUARTO partì.
A bordo di una piccola barca e con un piccolo fagotto, il giovane navigò notte e giorno in cerca di una nuova dimora. Approdò finalmente dopo qualche tempo sull’isola QUATTRO. Convinto di trovare ospitalità e spazio a sufficienza, ottenne in modo categorico un netto rifiuto:
«Stiamo bene in questo modo».
Gli risposero.
Ma QUARTO non demorse e continuò le sue ricerche.
Trovò l’isola SEI.
Pensò che se sull’isola QUATTRO non c’era posto per lui, qui, di sicuro ne avrebbe trovato dato che l’isola SEI era più grande dell’isola QUATTRO.
Ma niente.
«Siamo equilibrati».
Gli dissero.
QUARTO demoralizzato proseguì finché attraccò all’isola CINQUE.
Ma ancor prima di poter chiedere un riparo dove sistemarsi, vide una ragazza che fu scacciata, proprio come successe a lui, da casa.
«Ci dispiace QUINTA, ma quest’isola è troppo piccola per tutti noi; te ne devi andare».
Fu così che QUARTO e QUINTA si conobbero e insieme navigarono per trovare la loro isola. Isola che a fatica scoprirono e videro in mezzo all’oceano da quanto era piccola. Nemmeno dove era nato QUARTO lo spazio era così limitato. Infatti nessuno vi abitava ma i due senza dimora furono comunque felici di stabilirsi in quel fazzoletto.
Col tempo però i due si abituarono alle limitatezze della natura e un bel giorno nacque NONA. Anche NONA crebbe a dismisura con gli anni, ma i due orfanelli decisero di non abbandonare la loro figlia all’ignobile fine a cui loro stessi furono costretti. Si strinsero pur di rimanere uniti.
La vita quindi trascorreva felice e spensierata quasi con noia, ma poi successe qualcosa di inaspettato.
Un pomeriggio, una barca attraccò alla loro piccola casetta.
Un ragazzo, SETTIMO, proveniente dall’isola SEI, era stato scacciato dai propri genitori.
«Prego figliolo, qui puoi rimanere.»
Risposero QUARTO e QUINTA.
Un nuovo ospite si insediò già nella ristretta abitazione e una tale vicinanza fra i due giovani portò all’inevitabile innamoramento.
QUARTO e QUINTA allora decisero di costruire una casa per i ragazzi affinché potessero stare più comodi e in poco tempo li ringraziarono dando al mondo SEDICESIMO.
QUARTO e QUINTA divennero così nonni e qualche mese dopo fu la volta della seconda nipotina: SEDICESIMA.
La famiglia ora inizia ad allargarsi a dismisura.
Venne dunque realizzata una nuova casa, anche perché nell’isola sopraggiunse un nuovo abitante: DECIMO anche lui un bimbo abbandonato.
Ma dopotutto in quel luogo si stava anche bene. I bambini erano vitali e davano felicità. A volte succedeva di scontrarsi con qualcuno, tuttavia erano piccoli incidenti sopportabili in una tale densità abitativa.
Le giornate passavano e QUARTO e QUINTA si fecero sempre più anziani, ma ebbero la possibilità di vedere il nucleo familiare ingrandirsi in maniera esponenziale.
Nacquero le DECINE, i MULTIPLI, gli INFINITI e ad ogni nuovo arrivato un’altra abitazione veniva realizzata per ospitare tutti. I due vecchietti erano fieri di quanto fatto; di come la stirpe si ampliava e si ingrandiva.
Ma tutto andava a consumarsi.
Le case un bel giorno andarono a sormontarsi una sull’altra e avvenne così, che quando tutti non poterono fare altro che guardassi dritti negli occhi, perché lo spazio era finito, che QUARTO e QUINTA si chiesero:
«E ora?»

Simon Trumpet

1 commento:

  1. Bravo Simon! Questo sì che è un bel modo di dare i numeri ;-))

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