Quante volte,
ho strappato petali come lacrime
nella speranza di rinascere fiore.
Quante volte,
i passi nella mia annebbiata mente
non sono mai giunti a fare chiarezza.
Quante volte,
di fronte a te ho parlato a me stesso
con l’orecchio teso a non sentirti.
Quante volte,
contando i giorni, dimenticavo
di svoltare le pagine degli anni passati.
Quante volte,
ho lasciato il mio bambino interno
crescere senza giocattoli e amicizie,
mentre i miei sentimenti per lui si facevano
incerti, deboli, piccoli, nella convinzione
che fosse tutto dovuto a tuoi infiniti rifiuti.
Quante e quante volte,
ho creduto di poter creare dei legami
con della cera e con delle parole a distanza,
ma, in tutta questa mia pazza ossessione,
ho sempre avuto questa stessa faccia,
di quello che ero, che sono e sarò ancora,
mentre la tua, nascosta chissà dove,
osserva potendo ignorare il mondo che ha
voluto, dominando le paure nell’invisibile …
Simon Trumpet
lunedì 28 febbraio 2011
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento