domenica 19 settembre 2010

OH FORTUNA

Oh fortuna, tu che cangi le brame delle nostre speranze,
apri le porte,
in molti verranno avanti adirati di non averti conosciuta.

Oh fortuna, tu che cogli le ansie delle nostre torture,
leggi le nostre carte,
a te invochiamo ogni lieta circostanza stabile.

Oh fortuna, tu che mitighi il nostro rosso sangue,
raccontaci
come nell'ade l'animo gode di ogni mala sorte.

Oh fortuna, tu che penetri nella mente adirata,
mostraci
come servi siamo dell'aldilà a noi mai mostrato.

Oh fortuna, mia solenne e sincera regina,
nelle tue mani
lasciamo le cose a noi inarrivabili.

Oh fortuna, legge sacra, segno volubile,
se dissolvi
le nostre premure, a te daremo vittime vergini.

Oh fortuna, tu che del paradiso detieni le chiavi,
fondaci
le forze per cantare la gloria a noi capitata.

Oh fortuna, tu serva fedele del sole,
cancella
i tempi avversi e le stagioni della luna cadente.

Oh fortuna, tu che plagi le storie degli uomini,
cambia le sorti,
risorgi dalle ceneri, saremo i petali del tuo fiore.

Oh fortuna, tu che discendi dalla nostre madri,
affossa
il demonio, ordina l'ingannevole fiducia nell'ave.

Oh fortuna, tu che preoccupi se non ti vedo arrivata,
interpreta
i segni della terra, qui il fuoco brucia la nostra aria.

Oh fortuna,
nella profondità dei cieli, muoiono i nostri sogni,
col lutto al braccio viviamo i nostri odiati giorni.

Oh fortuna,
la prosperità è dono del demonio, gli alberi di nero segni,
l'immortalità bramata con te non ha più alcuna durata.

Oh fortuna,
tu che cangi le brame delle nostre speranze,
tu che semini stirpe nella bocca delle viscere,
tu che accogli gli inverni a noi più freddi,
attendo l'occasione che da te mi sarà rilevata.

Oh fortuna,
nel giorno in cui la luna splende oscura,
aprimi le tue porte al mio animo inquieto,
cedimi posto accanto alla tua infinita fama,
e per sempre ti sarò negli inferi grata.
Simon Trumpet

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