Districo una porzione di volontà,
sono l'arme della tua serenità
che separa le nuvole come pietre
nel fiume, per nuotare verso la luna
che come te, mai sarà così vicina.
Nelle tue labbra di rosa velenosa,
inietto la pioggia della tua tempesta,
che fa di te una persona misteriosa,
e desiderosa d'essere pura bagnata
del mio essere complice dei tuoi spasimi.
Infiniti sono gli istanti dei tuoi sorrisi,
emani profumo di petalo alla vaniglia
e ansimi di sospiri di intensa rossa voglia,
sei l'estasi di quello che posso avere dentro,
sei l'alito che smuove le foglie dal vento.
Brividi che scorrono nei nostri sensi,
avverto la sensazione di averti come fiore,
fuchi che inseguono la regina volano alti,
persone che inseguono sogni volano alte,
animali che cercano frutti viaggiano per ore.
Il male scompare nello stato in orgasmo,
riempi di inutilità il senso delle cose,
nella primavera che esplode la serpe
muta la sua pelle per farsi corazza,
per farsi favola agli occhi della sua mela.
Il cambiamento rende farfalle vermi,
le nostre ali si aprono di fronte alle nuvole,
sei il mio organo di respiro in quest'aria
densa del colore del cielo sereno,
sei il mio giorno di vita dopo l'essere stato larva.
Desidero che il vino inebri questa estate,
semmai fosse inverno che mi scaldi meglio,
come nebbia autunnale nient'altro traspare,
solo il suono del tuo profondo sentimento,
che come sole ormai chiarisce il mio viso dall'essere triste.
Simon Trumpet
domenica 25 luglio 2010
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