giovedì 26 novembre 2009

Il dono del creatore

Inquieta sensazione, i due si guardano,
annusano i loro sensi in cerca di perdizione.
Il buio oscura le loro soglie, ma non le loro
voglie. Senza parole, solo atti in riproduzione,
come vuole il Signore, come vuole il loro
cuore.

Uno sull'altro sospirano in continuazione,
le lingue si toccano, la saliva scende, bagna i loro
visi, mitiga i loro sorrisi, risveglia i loro esili
macabri istinti.

La pelle si fa turgida, si toccano li,
posti sulla chiesa, gli spiriti mano nella mano urlano
d'ira nell'oscurità della loro morte. Maledicono quell'atto
impuro, dita che scivolano, seni che si sfiorano, labbra
che si leccano.

Niente può fermare loro, le anime silenzi
venti sono, condannano con una malefica magia.

Lei che tante dita vuole, perderà l'uso del corpo.
Lui che tanto ama, solo vivrà assorto.

Per ora loro godono di nascosto. Parole che spariscono,
sentimenti che svaniscono, preti che inorridiscono.
Consumato con atto devoto, lei viene in un tremito remoto.
Questo fu l'ultimo sussurro della madre chiesa.

Per tempo e tempo nulla più emerse, solo silenzio e false
promesse. Lei che vide spegnersi ogni sentimento come l'uso
della mano, lui che soffriva per un amore che lo tradiva.
Niente poteva più salvarli, la condanna venne adoperata e mai
altri coinvolgimenti videro i due vecchi amanti.

La storia vide mutare lei non come una suora, ma in sembianze
di una troia senza protuberanze. Lui visse con tristezza
la perdita della sua bellezza e mai ne vide altra di tale
altezza. Nient'altro ci fu da ricordare, sono un vecchio luogo da
non violare.

Ma per sesso e allegria cosa potevano sapere
i due giovani in quello stato di euforia?

Maledetto sia, chi condannò quel amore per invidia e accidia.
Un attimo di pazzia, e il resto della vita vissuto in una lenta agonia.

Questo è il dono del creatore, questo è il segno del suo amore.

Simon Trumpet

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