E verso milioni di
progenie ogni sera.
L’ultimo atto
prima della lunga notte,
l’ultimo gesto, il
primo per concepire.
Una dose quotidiana,
bisognosa serenità
del nulla che mi
circonda, che mi attende.
Un fecale gesto
materno che riempie i
momenti prima del
sonno, prima di un sogno
che s’accenda dei
tuoi sospiri mai vicini.
Rimpianti che
scivolano sparsi come
queste bianche gocce
di latte che potrebbero
gonfiare il tuo
seno, ricordarmi a che servono.
Ricade tutto nelle
mie mani, nelle mie parole.
Non è più puro questo gesto, il candido lascia
Non è più puro questo gesto, il candido lascia
spazio al lagnoso
senso del peccato di non averti
ora accanto, mentre
segno di sporco questo abito.
Come nella carestia
semino parti che mai avranno frutto,
in cui nulla si
raccoglie e molto si getta oramai morto.
Questa opaca luce,
questo lume di candela che s’adagiava
sulla tua pelle per
renderti ambrata; questo segno volubile
di vita; questo
fuoco in te spento, soffiava un tempo
fra le tue labbra
nei giorni d’amore così forte e intenso
che il suo eco
ancora sento, mentre ora, il tempo riempio
di
urla gridate nelle continue ore di vecchie noie frustate.
Simon Trumpet
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