2.50
Desna gioca con gli angeli. Ama molto la compagnia, ma non ha bisogno di loro questa sera per sentirsi vera. Abbraccia GeYao forte. Non respira, non risponde. Mastica una porzione di unghia, forse ha con sé un pennarello. La bocca si muove, le parole si scontrano nell'aria, cade una mattonella gialla. Raccoglie quel poco che è rimasto della pietra. Avverte la vita, la intacca la morte ma, non si sconforta il suo morale.
«Venga a me Ade colorata. Nelle tue vene Calipso disciolse la pura Vergine.
In voi, in noi, risiede la linfa catartica.
In voi, in noi risiede la candida onirica.
Sali in bocca.
Controlla il mio pulsare sono una ninfa infernale.
Sirene cantano l'equinozio marino.
Danzano, la nebbia ci bagna.
In voi, in noi, risiede la lirica maddalena.
In voi, in noi la tenera tenebra ci accoglie nell'eden della compassione.»
3.17
Il giallo riprende il giallo. L'inreale diventa reale. E' solo un sogno quando ti svegli, ma prima cos'è?
Pulisce bene le scarpe, poi prende le ciabatte. Tre raggi le illuminano il capo. L'oppio scoppietta, alza il coperchio. L'iridina è finita, ne avrebbe bisogno ora. Ora e per sempre, dicevano gli sposi. Un capello si vaporizza. L'odore è acre fino a soffocarti, ma il coperchio doveva alzarsi. Era stanco, lei cieca. Tante gocce cadevano dalle pareti, una aveva il paracadute. Il viso cadde nella pentola. Un brufolo fu schiacciato, altri si salvarono. Tanto gas, tanto gas, era il momento di partire. Chiuse gli occhi, tolse le coperte, baciò GeYao. Triangoli formavano le tapparelle, poi cerchi, poi altro, poi la sua ombra sparì, comparve la madre.
«Il solito.»
Il trita caffè tritava il frullato.
Il miele combatteva la marmellata.
Il cane morse il gatto che si mangiò il topo.
«E' ora»
«Non sei pronta...»
«Non lo sei stata per nove mesi.»
«Succo?»
L'acidità penetrava la pelle. L'osso penetrava le pareti e il mondo si chiudeva in un si.
Mancava una scarpa, a volte era una mano, altre entrambe.
3.38
Se si poteva si faceva. Se si faceva si poteva. Se poteva si faceva. Ma anche si faceva se poteva.
Che serviva guardare oltre?
Poteva vedere prima di sé. Prima poteva vedere, dopo poteva scegliere.
1.13
Andava avanti nell'animo: il sole scendeva, la luna cresceva.
Andava indietro nell'animo: il sole cresceva, la luna scendeva.
Le spirali, un trip di immagini luccicanti. Il sound, il flash di una neve rosa. Schiaccia la mia testa, ti prego, ho bisogno, ho bisogno di un antistaminico, non sopporto. Il fresco, di un fresh trash, ha inflitto una fessura temporale: ti vedo ieri ma è oggi, capisci. Plano lontana, ma non posso evitare quello che sarà domani, perché l'ho già visto, capisci. Mi do altre 24 emozioni. GeYao tace. Ha il Valium con sé, non capisce. Mi do altre 24 lesioni.
1.25
La luce disegna una spirale nel mio occhio. Ancora quel giallo. Sto volando via da lui. Schiaffeggiami o soffiami, ho bisogno d'aria.
23.46
Era ieri, sembra oggi. Ho gli occhi a mandorla, o è solo un riflesso. Sembra impossibile fuggire. Please give me paradise. Mi dispiace ma ho solo le kinder delice.
16.43
E'stato semplice. Ieri ho rivisto l'oggi. Non torneremo più noi, viaggi nel'interspazio dei tuoi pensieri, ma esiste un ritorno di complessi morali nella linea del sole. Ho visto dall'alto ogni mia visione; sentivo solo vibrare le nuvole, sottili piume. Ciò che era due era un uno. Ora quello che eri tu sei tu.
18.15
E'stato bello pisciare sopra le vostre teste. E' stato bello scorgere un sorriso in ognuno di voi, piccolo gabbiano senza testa. Assaporavo il sorgere di una stella dietro la luna e riempivo il mio cuore di ogni cosa da dimenticare.
2.05
Sale in me, sale sull'acqua ma di quello grosso, qua ce solo quello fino di lino, ma non si scorda il sapore a miglia di distanza. E'la pioggia che ci rende così simili. Virus attacca l'acidità dell'acme, si scioglie si scioglie. Oggi ho parlato troppo, lava e pulisci, solo così rimuovi i problemi, e come il gioco dell'oca, avanzi e indietreggi, per paura per coraggio, muoviti comunque.
Non connetti più, internet è un isola lontana, ma naviga ancora. Avg, avanti viaggia giovanotto, ti ho contaminato, e non sono mai stata socievole nell'avvenire. GeYao brucia, ha deciso finalmente di finire il passato, in un remoto terremoto abbiamo scavato la nostra buca. Mi assolvi, mi desideri, mi vuoi, ma perché sputi?
Peggio di me, non ce né, peggio per te, se sei te.
Nell'animo del tuo pensiero, hai un cuore dentro, se fosse fuori saresti morta, figlia...
I bambini.
I gattini.
E' pur sempre la stessa rima.
E' pur lo stesso gioco.
E' un attimo, legati, ricorda, avanti si può, pure indietro.
21.19
Sono andata oltre il mio futuro. Ho capito tutto ora. Nel quadrato della mia immaginazione ho trovato solo il giallo. Creavo solo linee diagonali, in cui punti simili si toccavano nell'infinito di un piano di pura e semplice follia. Volevo GeYao come aiuto, ho fatto a meno anche del mio cuore per sostenermi. Il viaggio è servito. Accendevo i fari nella nebbia ma non vedevo mai niente. Ma il viaggio è servito, ho spento ogni luce e ho imparato a vedere oltre il buio.
21.29
Ci si illude. Ci si chiude. In molti fanno almeno di avere qualcuno, che sanno che possono avere, solo per il gusto di credere di poter fare tutto da soli. A volte basta solo digitare un numero e una voce può parlarti. A volte basta solo uscire e suonare un campanello. A volte basta una banana per farti scivolare e ucciderti e questo GeYao lo aveva già previsto.
21.39
Si potrebbe colorare una banana di verde per far credere che sia acerba. Si potrebbe sparire per 50 giorni, per credere che a qualcuno sei mancato, invece scopri che spegnendo ogni luce puoi imparare a vedere oltre il buio. Si potrebbe spostare la lancetta indietro di un ora per credere che hai già vissuto quei momenti, invece rischi solo di perdere l'aereo. Si potrebbe donare amore a tutti per sentirsi amati, invece hai solo bisogno di odiare per essere amato. Si potrebbe spegnere le candeline ogni anno per invecchiare, invece ci sarà sempre la tua tomba a ricordarti la tua gioventù. Si potrebbe eliminare il giallo, ma GeYao lo sapeva.
21.49
22.32
22.33
Soffi e rigurgiti paraliturgici riempivano le tue giornate, ricordi bimbo? Interpellavi la meditazione anale della psiche, interrogavi Yoga e I Ching, stipulavi sogni con Satana, ma che serviva? Non si chiama passato? Per me lo è ora, ma una banana rimane sempre gialla. Ho colorato la cute di nero e rosso, rimango gialla dentro.
22.34
21.59
Non esistono gli errori; un errore è solo qualcosa di diverso a ciò che noi pensiamo sia giusto. Pensare rovina la corteccia e un albero non vive senza protezione. Hai mai curato te, i tuoi interessi? Perché sei sempre sfuggito? Perché cerchi l'aiuto di qualcuno? Tu, hai mai fatto qualcosa per te?
22.42
Di nuovo a ritroso. Di nuovo a ritroso.
Di nuovo le stesse parole. Di nuovo le stesse parole.
Questo l’ho già fatto. Questo l’ho già fatto.
Ge Yao vorrebbe aiutarmi. Ge Yao vorrebbe aiutarmi.
Lo farò morire facendolo scivolare su una buccia di banana, gialla. Lo farò morire facendolo scivolare su una buccia di banana, gialla.
Ancora via. Ancora via.
Troverò la mia vita? Troverò la mia vita?
In luoghi diversi le stesse azioni. In luoghi diversi le stesse azioni.
6.19
60 minuti indietro.
La lancetta con un giro in meno.
L’apparenza di poter guadagnare tempo.
L’illusione di rimediare prima che qualcosa avvenga.
Gialla sono gialla.
Lo dice sempre Ge Yao.
Non serve cambiare colore.
6.19
60 minuti in avanti.
La lancetta con un giro in più.
L’apparenza di perdere tempo.
L’illusione di non poter più rimediare a quanto è successo.
Gialla sono gialla.
Lo dice sempre Ge Yao.
Non serve cambiare colore.
6.19
60 minuti esatti.
La lancetta ferma a ore 0.00
La realtà di aver perso tempo.
La concretezza di quanto accaduto sia stabile.
Giallo è giallo.
Lo dice Ge Yao.
Lui cambia sempre colore.
Simon Trumpet
domenica 1 maggio 2011
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