martedì 22 dicembre 2009

NATALE

E' arrivato,
12 mesi dopo,
24 giorni in quel di Dicembre,
è arrivato.
Siedo e mangio grasso,
nell'inquiete di questi momenti
dimentico chi sono.
Suona il campanello,
un gruppo con croci e aglio
impreca a voci stridule.
Dico no, non sono Satana.
Un'offerta, un'offerta rispondono in coro.
A me dovreste darla grido.
Risiedo e consumo il pasto.
Attendo la mezzanotte
e spengo le luci.
Dico la mia preghiera:
vorrei qualcuno che mi consolasse,
nei giorni di festa.
Un febbrile stato d'angoscia mi colpisce,
forse dovrei smettere di fumare.
Ecco, è giunta l'ora.
Dondolano le campane,
è un inno alla gioia
per voi,
un altro giorno solo per me.
Nelle strade la gente si riversa.
E' un fiume di neve infreddolito,
e io assaporo i loro malumori.
E' dura come il ghiaccio,
è fragile come la neve,
è fredda come il maestrale
la vita.
Non dimentico la fatica,
non scordo il tuo respiro,
ma ora non cresce erba
nel giardino e il suono
di un piano dimenticato
anima la mia solitudine:
cara e dolce infanzia,
odori di te emergono dal basso,
ti rivedo in qualche foto,
ti sento in qualche bambino,
e quando rinasci
un'altra parte di te scompare.
Il solo vivere non ti rende viva.
Altre candeline si sono spente
ma il richiamo di felicità
che scaldava pure nell'inverno
non osa più bussare alla mia porta.
La gente pian piano a sottovoce
si avvia alle case.
I colori spariscono attorno alle loro anime,
è una nuova nevica.
Ritorna la pace e il silenzio.
E' giunto il momento.
La scatola è pronta sotto il letto,
mi aspettava da molto tempo.
Soffio come sulla torta
per togliere la polvere,
il mio sguardo ritorna allegro.
Strappo la carta della scatola,
il cuore batte,
so già cosa contiene
ma il cuore batte.
Le mani si muovono sempre più veloci,
la carta salta in mille coriandoli
e cade come neve a terra.
Appare mia mamma che sorride
i miei amici attorno commossi,
zio Alfredo, Fausto, papà è a lavoro,
è tutto così caldo ora.
La sento.
La estraggo lentamente, tutti sono incuriositi.
Scattano qualche foto, anche il gatto mi guarda.
E' lei.
Tutti sorridono.
Mi abbracciano, mi stringono forte.
Ora mi sento amato.
Mi fanno coraggio, mi dicono adagio.
La impugno, è il mio regalo.
La punto alla testa.
Un sospiro,
un sorriso
AUGURI.

Simon Trumpet

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